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Scritto da Luca ( 25/03/2013 @ 22:38:10, in Software, linkato 10688 volte)

replicas relojesreplique montre size="2">Il primo importante aggiornamento di Windows 8 atteso per giugno.

Mancano ancora pochi mesi al rilascio di Windows Blue, ma gi¨¤ circolano i rumor e le schermate del primo update di Windows 8. Nella build 9363 del 15 marzo, giorno del compleanno del Ceo Steve Ballmer, si intravedono le� novit¨¤ del primo e importante aggiornamento di Windows 8.
Le mattonelle colorate che popoleranno la tipica schermata a mosaico di Windows saranno molte di pi¨´, caratterizzate da live tile pi¨´ piccoli rispettoreplique montre alle versioni apparse finora; molti di pi¨´ saranno anche i colori per personalizzarle. Ma non solo: sar¨¤ possibile allineare 2 app dividendo lo schermo a met¨¤.
Completano i primi dettagli una maggiore navigabilit¨¤ di Bing, supporto per dispositivi da 7 e 8 pollici e una nuova versione di Explorer nella sua undicesima release.

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Scritto da Luca ( 21/03/2013 @ 21:24:57, in News, linkato 658 volte)

Annunciata anche l’uscita della EOS Rebel T5i e di una nuova PowerShot.

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Canon la definisce la "più piccola e leggera al mondo", si tratta della nuova reflex EOS Rebel SL1. La nuova arrivata della famiglia Rebel possiede un sensore da 18 megapixel APS-C e un processore DIGIC 5, pesa appena 407 grammi ed è circa il 30% più piccola rispetto agli altri modelli usciti sul mercato. La differenza sostanziale nel nuovo modello Rebel si trova nell’LCD, che nella SL1 è fissato nella parte posteriore della fotocamera e prevede un sistema di autofocus con un solo punto, adattato per touch screen.
In aggiunta, Canon ha annunciato anche l’uscita della EOS Rebel T5i e una nuova PowerShot. La prima si presenta con caratteristiche simili alla precedente T4i, ma con lenti STM e fornisce una messa a fuoco automatica e più veloce. La fotocamera verrà venduta al prezzo di 749,99 dollari; le lenti potranno essere acquistate anche separatamente.
Per un costo che si aggira sui 330 dollari, PowerShot SX 280 HS promette specifiche di alto livello, paragonabili alla gamma ISO, con scatti fino a sette fotogrammi al secondo e prestazioni ottimali anche in ambienti con scarsa illuminazione. La fotocamera offre inoltre la possibilità di registrare video in MP4 (prima assoluta per un modello PowerShot), ed è dotata di Wi-Fi.

 
Scritto da Luca ( 20/02/2013 @ 21:00:33, in Software, linkato 658 volte)

Arriva il sistema operativo open source Ubuntu per tablet
L'OS funziona con schermi di tutte le dimensioni e risoluzioni, ¨¨ adatto sia a tavolette low-cost sia a quelle di alta gamma.

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In attesa di quello per gli smartphone, anche per i tablet arriva un sistema operativo open source. Lo ha annunciato Canonical, la comunit¨¤ di sviluppatori Ubuntu, uno dei pi¨´ famosi software liberi. Ubuntu per i tablet funziona con schermi di tutte le dimensioni e risoluzioni, ¨¨ adatto sia a tavolette low-cost sia a quelle di alta gamma e permette operazioni multitasking, sicurezza nelle condivisioni dei dati e un facile passaggio da un'app all'altra. Si potr¨¤ provare al Mobile World Congress di Barcellona (25-28 febbraio).
"Il sistema operativo contiene applicazioni native, oltre a supportare app basate su cloud sia per i consumatori sia per le aziende", specifica Canonical. La novit¨¤ pi¨´ importante ¨¨ che su Ubuntu per tablet sar¨¤ possibile tramite la funzione Side Stage utilizzare in uno spazio laterale a destra, le app native per Ubuntu per smartphone con le app native per tablet, una possibilit¨¤che diventa interessante per le applicazioni di messaggistica e social networking.

 
Scritto da Luca ( 08/02/2013 @ 21:41:23, in Software, linkato 624 volte)

Ecco Libreoffice 4.0
La suite open source che compete con Microsoft Office si aggiorna e offre diversi miglioramenti, ecco i più importanti.

Con il nuovo rilascio di Office 2013 di Microsoft (e di Office 365, la versione che sfrutta il Cloud), anche LibreOffice, la suite open source che compete con Microsoft Office si avvale della versione 4.0. L'ultimo aggiornamento promette di rendere il software più pulito e fluido, di offrire una maggiore interoperabilità tra i diversi formati, come i documenti in formato docx e rtf. Tra le novità troviamo migliorie nell'applicazione Chart, che ora permette di esportare i grafici come immagini (JPG o PNG), una maggiore performance nel caricamento e salvataggio dei documenti. Non solo: l’integrazione di documenti come Alfresco, IBM FileNet P8, Microsoft Sharepoint 2010, Nuxeo, OpenText, SAP NetWeaver Cloud Service e si avvale di una nuova app per Android.

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Scritto da Luca ( 04/02/2013 @ 21:32:10, in Software, linkato 626 volte)

Applicazioni Windows su Android grazie a Wine
In fase di sviluppo il software che per permette a tablet e smarphone con il sistema operativo di Google di far girare applicazioni sull'OS di Microsoft.

Un software che permette di far funzionare applicativi Windows su sistemi operativi differenti, come ad esempio Linux. Il suo nome è Wine e nasce dalla mente del programmatore Alexandre Julliard, che sta lavorando ad una nuova versione per far girare le applicazioni di Windows anche su piattaforme Android.
Presentato al Fosdem 2013 di Bruxelles, il meeting internazionale degli sviluppatori open source, Wine non ha brillato per la sua velocità ma Julliard ha spiegato che il software è ancora in un stadio preliminare di sviluppo. Inoltre, la demo è stata eseguita su un MacBook con Linux ed un emulatore Android e non su un dispositivo fisico.
Sicuramente il software non è ancora pronto per essere distribuito al pubblico, ma l’esistenza di una versione funzionante dimostra le sue grandi potenzialità, che potrebbero garantire l’esecuzione di programmi Windows anche su tablet e smartphone Android!

 
Scritto da Luca ( 30/01/2013 @ 23:52:38, in Software, linkato 598 volte)

Microsoft lancia Office 365
La nuova suite sarà rilasciata il 27 febbraio.

Cambia volto Office di Microsoft, la storica suite di software che contiene tra gli altri programmi Word, Excel e Power Point e si fa più cloud. Con il lancio di Office 365 il colosso di Redmond, completa la roadmap iniziata ad ottobre scorso con Windows 8, il sistema operativo a "mattonelle" colorate completamente rivoluzionato in chiave touchscreen.
Office 365 Home Premium, la soluzione più adatta alla famiglia è completamente reimpostata in chiave cloud, la nuvola sui cui archiviare i nostri dati. L'offerta comprende le applicazioni Office complete, funziona su più dispositivi fino a un massimo di cinque tablet Windows, PC e Mac (ma non ancora su iPhone e iPad); include uno spazio di archiviazione extra, di 20GB, su SkyDrive (l'hard disk virtuale di Microsoft) e funzionalità per chiamate via Skype (60 minuti gratis al mese per chiamate internazionali).
Il prezzo è 99 euro per un abbonamento annuale, 10 euro se si opta per un abbonamento mensile. E' disponibile in 162 mercati e 21 lingue.
In contemporanea Microsoft oggi lancia anche Office 365 University, per gli studenti ed il personale docente e non docente delle Università (abbonamento a 79 euro per 4 anni, l'equivalente di 1,65 euro al mese); ma anche le versioni aggiornate delle tradizionali suite Office: Office Home and Student 2013, Office Home and Business 2013 e Office Professional 2013.
Il nuovo Office 365 per le aziende che includerà nuove funzionalità sarà invece rilasciato in tutto il mondo il 27 febbraio.

 
Scritto da Luca ( 23/01/2013 @ 22:36:17, in Hardware, linkato 573 volte)

Intel esce dal businness delle motherboard
L’azienda continuerà a dedicarsi a PC all-in-one, Ultrabook e Tablet, prodotti nei quali ha investito sempre più risorse.

Intel ha comunicato che dirà addio alla produzione di schede madri desktop. Lo ha dichiarato il portavoce Dan Snyder al magazine PCWorld.
La decisione presa da Intel non ha creato molto allarme in un mercato sempre più orientato verso tablet e smartphone, per questo Intel ha deciso di lasciare la produzione di motherboards ad aziende come  Asus, Gigabyte e Asrock, le prime ad aver introdotto soluzioni innovative come l'auto-overclocking.
Intel continuerà in ogni caso a sviluppare design di schede madri per i propri sistemi NUC (Next Unit of Computing), presentate sul mercato negli ultimi mesi del 2012.
La produzione cesserà gradualmente. Intel continuerà a dedicarsi a PC all-in-one, Ultrabook e Tablet, prodotti nei quali ha investito sempre più risorse, soprattutto nell’ultimo anno.

 
Scritto da Luca ( 23/01/2013 @ 22:14:57, in News, linkato 539 volte)

Al via le iscrizioni online a scuola
Boom di accessi ma per iscriversi c'è tempo fino al 28 febbraio. Il servizio è attivo 24 ore su 24.

Trenta minuti dopo la mezzanotte erano già 1.200. La prima volta delle iscrizioni online alla scuola ha scatenato una corsa sul web, tanto che in molti su Twitter e Facebook già alle nove del mattino si sono lamentati per le lunghe attese o per le schermate "status error" della sezione iscrizioni sul sito del MIUR. Il picco di accessi si è avuto tra le 9 e le 10, con conseguenti problemi tecnici. Ma dal ministero di viale Trastevere rassicurano. "Alle 10 già cinquemila studenti hanno completato l'iscrizione, tutto procede per il meglio e non rileviamo alcuna difficoltà".
Per iscriversi c'è tempo fino al 28 febbraio, ed il servizio è attivo 24 ore su 24. Eppure in molti hanno deciso di collegarsi al sito in piena notte, quando gran parte del traffico web rallenta o si spegne. L'esperimento riguarda 1,7 milioni di studenti delle classi iniziali di ogni ciclo, ad eccezione della scuola per l'infanzia.
L'anno scorso la procedura era già attiva ma facoltativa, mentre ora diventa obbligatoria per le scuole statali. Gli istituti dovranno offrire un servizio di supporto alle famiglie senza computer, e un aiuto per chi ha poca dimestichezza con la tecnologia arriva anche dalla sezione ad hoc creata sul portale del ministero. Un'ulteriore assistenza è fornita dalle biblioteche e da alcuni uffici comunali. Tutte le informazioni sulle scuole, compreso il codice meccanografico, si trovano sul sito "Scuola in chiaro" ed è possibile ottenerle nelle scuole stesse. Il modello di iscrizione da compilare è composto da due sezioni: nella prima sono inseriti i dati anagrafici dell'alunno, la scuola prescelta e le preferenze sull'orario scolastico; la seconda è dedicata alle informazioni e/o preferenze relative alla specificità della scuola.

 
Scritto da Luca ( 09/01/2013 @ 09:42:35, in Software, linkato 582 volte)

Da Messanger a Skype, a marzo il passaggio
Il 15 marzo come data per il passaggio degli utenti da Messanger a Skype

Le voci si rincorrevano sul web già da qualche tempo, ma ora è ufficiale: Microsoft saluta definitivamente Windows Live Messenger. Lo ha annunciato in una mail agli oltre 100 milioni di utenti che utilizzano ancora il servizio, e il prossimo marzo si vedranno dirottati su Skype, acquisita da Microsoft lo scorso ottobre.
"Stiamo ritirando il servizio esistente a livello globale, portando le grandi caratteristiche di Messenger e fondendole con Skype" ha fatto sapere Microsoft, aggiungendo che Messenger continuerà ad essere disponibile in Cina.
La società ha inoltre incoraggiato gli utenti a passare subito a Skype, accedendo con il proprio account Microsoft (prima noto come Windows Live ID), in modo da importare i propri contatti di Messenger e permettendo allo stesso tempo di disinstallare Messenger.
Se siete tra quelli che ancora utilizzano Messenger è arrivato il momento di dirgli addio.

 
Scritto da Luca ( 04/01/2013 @ 18:32:49, in News, linkato 627 volte)

Cos’è e come funziona la posta elettronica certificata
Obbligatoria per imprese e professionisti dal 2009, garantisce alle email valore legale. Ecco le caratteristiche e il funzionamento della PEC.

La utilizziamo in ufficio, ne sentiamo parlare spesso sui giornali e negli ambienti di lavoro. Ma probabilmente non tutti sanno, o non sanno esattamente, cos’è la PEC e quali sono le sue funzioni. La posta elettronica certificata è uno strumento simile alle tradizionali email, che però ha valore legale, assimilabile a quello di una raccomandata con ricevuta di ritorno. La PEC è concepita in modo tale da garantire la certezza dell’invio e della consegna dei messaggi al destinatario, che possono essere certificati e firmati elettronicamente oppure criptati, così da salvaguardare la sicurezza e confidenzialità dei dati contenuti.

Quando nasce e come si usa
A gennaio 2009, all’interno del decreto anti-crisi, la posta elettronica certificata è diventata obbligatoria per “società, professionisti iscritti in albi o elenchi e amministrazioni”. La legge indica anche un termine entro cui tutti questi soggetti devono necessariamente adeguarsi, ossia tre anni dall’entrata in vigore del decreto per le società e un anno per i professionisti, mentre per le amministrazioni non è prevista una data.
Per l’utilizzo della PEC è indispensabile creare un’apposita casella, fornita gratuitamente dal Governo (limitata, però, solo alle comunicazioni con la Pubblica Amministrazione e senza firma digitale) oppure da gestori autorizzati, solitamente a pagamento. In questo caso è possibile inviare email a chiunque senza nessun tipo di limitazione.
Per l’utente, da un punto di vista del messaggio di posta, cambia poco. La differenza è nella fase di invio e ricezione delle mail. Quando viene mandato un messaggio da una casella di posta elettronica certificata, il server del mittente gli invia una ricevuta di accettazione (che assicura sulla correttezza del messaggio) e di avvenuta consegna (che contiene data e ora in cui il messaggio è stato consegnato alla casella di PEC del destinatario). Di tutte le  trasmissioni effettuate per un periodo di trenta mesi è tenuta traccia in un archivio informatico. La posta elettronica certificata è valida, però, solo per lo scambio di messaggi con altri utenti in possesso di una casella PEC. Tuttavia, è possibile inviare da una casella PEC a una tradizionale il messaggio, anche se, una volta a destinazione, non verrà mandata al mittente nessuna ricevuta. 
Se, invece, si invia un messaggio di posta elettronica tradizionale a una casella PEC, il destinatario può decidere di accettarlo oppure inoltrarlo a una casella di posta elettronica a sua scelta.

Vantaggi e svantaggi della PEC
Una casella di posta elettronica certificata ha numerosi lati positivi per i professionisti rispetto alle normali mail. Costi minimi, validità legale, semplicità di utilizzo, certezza della consegna del messaggio di posta, certificazione dell’identità del mittente e del destinatario sono i principali punti di forza. Il servizio presenta, però, anche dei limiti: innanzitutto ha valore legale solo per la comunicazione tra caselle PEC ed è valido esclusivamente in Italia, per cui non è riconosciuto all’estero. Inoltre, i messaggi di posta elettronica, anche se certificata,  possono essere cancellati da chiunque acceda, anche casualmente, alle mail del destinatario. Alcune volte, infine, può capitare che la ricevuta di mancata ricezione della mail sia recapitata anche a distanza di giorni.
Nonostante tutto, i numeri relativi alla diffusione della PEC stanno crescendo anno dopo anno. Secondo gli ultimi dati forniti dall’Agenzia per l’Italia digitale, nel mese di ottobre 2012 i domini erano circa 200mila, per un totale di quasi cinque milioni di caselle di posta e oltre 100 milioni di messaggi ricevuti e inviati. Nello stesso periodo del 2011, i domini erano circa 155mila, le caselle tre milioni e i messaggi 52 milioni.

 
Scritto da Luca ( 04/12/2012 @ 18:06:13, in Software, linkato 559 volte)

Windows 8, Microsoft pensa già a Blue
Redmont starebbe già valutando una modifica sostanziale del nuovo OS che sia una via di mezzo tra un aggiornamento e una nuova versione. Potrebbe arrivare a metà 2013.

Windows 8, l'ultimo sistema operativo di casa Microsoft in appena un mese dal lancio ha già venduto 40 milioni di copie. Ma già si starebbe pensando a una modifica sostanziale e secondo alcuni siti specializzati, fra cui lo statunitense The Verge, entro metà del 2013 arriverà Blue, che sarà una via di mezzo tra un aggiornamento e una nuova versione.
I rumors su Blue, che citano fonti interne alla casa di Redmond, parlano di un primo passo verso un sistema operativo da aggiornare ogni anno, come già fa di fatto Apple: "Ci hanno detto che Microsoft mira a far diventare Blue il prossimo sistema operativo rilasciandolo a un prezzo molto basso o addirittura gratis - spiega il sito - Blue dovrebbe avere un software development kit (ovvero il kit di sviluppo software) diverso da Windows 8, che dovrebbe far spostare i programmatori di app verso la nuova piattaforma".

 
Scritto da Luca ( 04/12/2012 @ 17:50:57, in Hardware, linkato 546 volte)

Big G pensa a un laptop touch entro la fine del 2012

Proprio come Microsoft, anche Google ha deciso di lanciare entro la fine del 2012 il nuovo laptop touchscreen, il Chromebook touch.
Il quotidiano China Times afferma che Big G ha ordinato al produttore Compal 20 milioni di unità da mettere a scaffale. Questa cifra lascia intendere che Google voglia andarci piano, probabilmente a causa delle scarse vendite degli attuali Chromebook, talmente basse da non essere state neanche menzionate dall’istituto di ricerche sul mercato Npd.
Ancora non è chiaro se ci saranno cambiamenti per Chrome Os in modo tale da renderlo compatibile con la modalità touch proprio come come Microsoft ha fatto con Windows 8. L'azienda starebbe valutando anche l'ipotesi di conservare i due sistemi operativi (Android e Chrome Os) in modo tale che funzionino entrambi sul Chromebook. Ci sarebbe anche una terza ipotesi: quella di fondere i due sistemi operativi in uno nuovo.
Anche per quanto riguarda l'aspetto ancora non si sa se avrà un design ibrido, un po' tablet e un po' laptop. Tuttavia, calcolando che il prezzo accessibile a tutti è una delle priorità della linea Chromebook, probabilmente il suo design sarà molto semplice: un laptop con schermo touch.

 
Scritto da Luca ( 23/11/2012 @ 16:52:53, in Hardware, linkato 612 volte)

Le prime impressioni sulla nuova versione del Mac Mini
Non solo piccolo, ma anche stiloso e affidabile

Il Mac Mini è sempre stato quel computerino desktop che si poteva comprare se ci si poteva permettere un Apple ma ci si voleva approcciare a quel mondo. Adesso non è più solo questo perché il nuovo modello è piccolo, performante e abbordabile.
Prima era un computer depotenziato, una sorta di computer ausiliario che faceva poco o niente. Invece adesso può fare bene molte cose, ad un costo accessibile, e con componenti di qualità compreso l’OS X. Spendendo un po’ di più, con il modello top di gamma, puoi avere più memoria, con un processore quad-core che permette di gestire in maniera più veloce e snella tutte le attività di elaborazione del computer.

Leggi tutto l'articolo...

 
Scritto da Luca ( 23/11/2012 @ 16:42:43, in Software, linkato 585 volte)

Siri e mappe, dal 2013 integrati nel nuovo OS Apple?
Direttamente dal mobile approdano sui computer della Mela morsicata Siri e le mappe

Il sistema operativo del Mac, OS X 10.9, detto anche Lynx, punta all’integrazione di  Siri e delle Mappe interattive. Secondo i rumors, infatti, le prime versioni di OS X 10.9 supportano il software del comando vocale di Siri proprio come i modelli più recenti di iPad iOS 6.
Non è ancora chiaro se Siri sarà disponibile a tutti gli utenti della Mela morsicata. Al momento, per i Mac che supportano Moutain Lion, è disponibile il sistema di dettatura Dictation, che usa una struttura e risorse hardware simili a quelle di Siri.
Apple prevede anche di integrare il tanto criticato servizio di mappe nel sistema operativo. Se dovesse passare i test gli sviluppatori introdurranno questa funzione nell’App Store del Mac, ma c'è anche la possibilità che sia introdotta sul Mac come applicazione nativa.
Lo sviluppo del OS X 10.9 è iniziato in concomitanza  al rilascio di OS X 10.8 Mountain Lion. Apple ha lavorato su molte features per il nuovo sistema operativo del Mac come il lancio di iOS-inspired OS X Lion nel 2011. La Mela morsicata ha scelto di distribuire il resto delle funzionalità dall’iOS ai sistemi operativi del desktop  OS X 10.8 e  10.9 OS X 10.8 includendo il Centro Notifiche, Air Play, Dictation, Game Center, Promemoria, Note e sincronizzazione dei documenti con  iCloud.

 
Scritto da Luca ( 23/11/2012 @ 15:18:28, in Hardware, linkato 577 volte)

Nata per arricchire il percorso didattico degli alunni, la lavagna interattiva multimediale aiuta la concentrazione, stimola la partecipazione e facilita il ripasso

Dal gesso al touch screen, il passaggio è stato breve con l’introduzione della lavagna interattiva multimediale. Uno strumento che ha cambiato il modo di insegnare e di imparare nella scuola primaria e secondaria. O meglio, lo ha rinnovato grazie all’utilizzo delle tecnologie informatiche. Come? Andiamo a vedere i vantaggi e la diffusione di uno strumento didattico che ormai tanto nuovo non è, visto che è stato introdotto all’estero negli anni Novanta e in Italia nel 2006.

Innanzitutto, di cosa si tratta?
La LIM è un dispositivo elettronico costituito da uno schermo di dimensioni simili a quelle di una lavagna scolastica tradizionale, collegato a un computer e a un proiettore. Ci sono anche modelli integrati, che utilizzano schermi “touch screen” senza altri componenti esterni. La sua superficie è interattiva e su questa è possibile scrivere, disegnare, visualizzare testi, allegare immagini, riprodurre video o animazioni, navigare in internet e connettersi ad altre lavagne o dispositivi in modalità bluetooth. Ogni oggetto digitale può essere clonato, copiato, ruotato, ingrandito, sovrapposto, reso link ipermediale. I suoi accessori sono il pennarello, per scrivere o usare i comandi sullo schermo, il telecomando per una gestione a distanza, dei mini schermi da tenere in mano o sulla cattedra. In alcuni modelli è possibile ricorrere ai pennarelli colorati: la lavagna riconosce quanto scritto in superficie.

La forza del linguaggio visivo
Secondo alcuni studi del mondo anglosassone uno dei principali vantaggi delle LIM consiste nella visualizzazione multimediale ingrandita, che permette di presentare in aula diversi contenuti contemporaneamente, utilizzando non solo l'ascolto o la lettura individuale, ma anche la forza comunicativa dell'immagine (foto, grafico, mappa, animazione o video). L’impatto visivo potenzia il linguaggio non verbale, permettendo una semplificazione dei concetti e un maggiore coinvolgimento dell’alunno, che segue con maggiore attenzione. Questo rende la lavagna interattiva multimediale particolarmente indicata per ragazzi con difficoltà d’apprendimento, poco abituati a una lunga concentrazione o con diversi stili di apprendimento.

LIM è partecipazione
Altro punto a vantaggio della lavagna digitale rispetto a quella tradizionale è dato dall’interattività. Gli strumenti a disposizione agevolano i lavori di gruppo e permettono uno svolgimento partecipativo della lezione. In questo modo, si accorciano le distanze tra docente e alunno e l’insegnante diventa un facilitatore o animatore della lezione, stimolando gli studenti a organizzare, produrre, comunicare e condividere la conoscenza, in una prospettiva di rete.

Premiati insegnanti creativi e studenti 2.0
Le lavagne interattive incoraggiano la creatività degli insegnanti e li stimolano a rinnovarsi. Ora possono variare il ritmo della lezione, richiamare l'attenzione della classe e divertirsi un po’ di più. Certo, è necessario che sappiano utilizzare almeno un computer e siano aperti e disponibili al cambiamento. Gli studenti, dal loro punto di vista, vedono la LIM più vicina al loro modo di comunicare e di accedere alle informazioni. Possono prendere appunti o evidenziare concetti direttamente su schermo, mostrare o richiamare immagini e link, stampare la propria interrogazione per ripercorrere errori o successi, recuperare la lezione in digitale e inviarla al proprio computer (tramite bluetooth) o ai compagni assenti (via e-mail).

La diffusione delle lavagne interattive nelle scuole italiane
In Italia, la LIM viene introdotta nella scuola nel 2006. L’iniziativa coinvolge 550 scuole superiori secondarie del Centro e Sud Italia, 3.300 insegnanti e circa 35.000 studenti, con la distribuzione di 1.650 lavagne digitali. Il progetto viene rilanciato nel 2008, dal ministro Gelmini, che intende dotare la scuola primaria e secondaria di 10.000 lavagne multimediali. Cos’è successo da allora? Secondo un’indagine del MIUR del 2 aprile 2012, oggi l’82% delle scuole pubbliche e il 18,5% di quelle paritarie usano la LIM. Scorrendo le tabelle del Ministero, si rileva che nelle statali le lavagne tecnologiche sono presenti in 3 classi su 4, mentre nelle private solo in una su 4, per essere collocate nei laboratori nel 48,6% dei casi. I docenti statali che usano "abbastanza" o "molto" le tecnologie moderne sono ormai il 75%. E nelle paritarie non più del 55%.  Gli alunni delle scuole pubbliche le utilizzano per studiare e fare ricerche in 88 casi su cento, contro il 31% dei loro colleghi delle paritarie, che nelle interrogazioni le usano "abbastanza" o "molto" solo 23 su cento. In termini di scuola 2.0, questa volta a perdere sono gli istituti privati.

 
Scritto da Luca ( 21/11/2012 @ 15:48:06, in Hardware, linkato 607 volte)

Dalla realtà aumentata alle meraviglie del Kineckt che si fa in quattro

Realtà aumentata, riconoscimento vocale, Kineckt evoluto con possibilità  di far giocare fino a quattro persone contemporaneamente. Sono alcune delle sensazionali caratteristiche della nuova generazione Xbox rivelate dalla rivista americana XBOX World.
Secondo le indiscrezioni della testata, la nuova generazione di Xbox introdurrà Kinect 2.0 con uso dischi Blu-ray e audio a funzione direzionale dotata di ingresso TV, un innovativo controller e  gli occhiali AR (realtà aumentata) super accessoriati e polisensoriali.
Parola d’ordine? Durango: questo il nome in codice della nuova Xbox. L’innovativo kit, infatti,  vanta una CPU a 4 hardware, ciascuno suddiviso in quattro core logici e una RAM di 8GB.
Xbox World ha utilizzato le soffiate sul prodotto  di  Microsoft per  proporre una riproduzione virtuale in 3D (digital mock-up) di quello che sarà l’ultimo gioiello XBOX (nella foto).
"Abbiamo costruito il nostro modello con un’interfaccia luminosa, brevettata in lega di magnesio VapourMG, la stessa utilizzata da Microsoft per il suo Surface tablet; inoltre, è stata ridisegnata la banda argentata in base alla tastiera touch 'Wedge'  e al mouse Arc Touch” - rivela la casa madre - "Il futuro sarà nero, forte e curvo."

 
Scritto da Luca ( 20/11/2012 @ 15:35:21, in Hardware, linkato 568 volte)

Il primo giorno con la Wii U, impressioni a caldo
La nuova console Nintendo Wii U è appena arrivata sul mercato USA.

Impostare il gioco è facile, ma installare il software è un po’ più complicato. Nintendo ha pubblicato un aggiornamento per installare alcune funzioni, come WiiVerse, e ciò significa che sono necessarie da una a tre ore (a seconda della velocità di connessione) per fare il download e l’installazione. Di certo non è un ottimo inizio per tutti i consumatori che non vedono l’ora di giocare.
Terminato l’aggiornamento bisogna eseguire il setup, creare un avatar prima di iniziare a giocare, e creare una Nintendo ID per poter giocare in rete. Inoltre bisogna settare anche tutte le funzionalità del telecomando GamePad, che controlla il volume, i canali e le sorgenti d’ingresso. Per fortuna è la parte più facile del processo.
Il GamePad è la cosa più importante della Wii U perché permette di accedere al menù e di scegliere una funzione con un touch. Per caricare altre opzioni, come Nintendo eShop, è necessario premere il bottone Home. La cosa più fastidiosa è la lentezza del software, dal lancio dei giochi alle applicazioni. La cosa invece positiva è che la console supporta una grafica ad alta definizione. I giochi come Scribblenauts Unlimited o Nintendo Land sono veramente fantastici. Ma per i giochi come ZombieU, che dovrebbero apparire realistici, si potrebbe rimanere delusi. Il GamePad è la console di nuova generazione, e presto potrebbe mettere in ombra la Xbox 360.

GAME PAD
Prima del lancio la Nintendo ha passato molto tempo a studiare le funzioni del GamePad, un ibrido tra touch screen e telecomando. La prima cosa che si nota sono le sue notevoli dimensioni, ma usandolo si capisce che non pesa molto, sicuramente meno di un iPad.
Purtroppo però viene utilizzato come i vecchi controller, ma il problema è che è stato modificato rispetto il tradizionale controller cambiando la posizione della levetta analogica di destra e dei quattro bottoni con le lettere. Coloro che hanno già giocato con una console, come ad esempio il Game Cube, sanno istintivamente che la levetta analogica è sotto i bottoni, cosa che la Nintendo ha cambiato sia nel GamePad che nel Pro Controller. Chi non ha mai utilizzato il controller vecchio non avrà problemi, ma sarà un problema per tutti gli altri. Nonostante questo inconveniente, i bottoni e la levetta funzionano bene. Lo schermo del GamePade è un 6.2 pollici touch screen con una risoluzione 854 x 480. La caratteristica più interessante, oltre al fatto che si può non solo giocare ma anche guardarsi film, è la nitidezza dell’HD. E’ possibile vedere un  telefilm da Netflix e giocare, il tutto con la televisione spento.

 
Scritto da Luca ( 07/11/2012 @ 15:08:59, in Software, linkato 3338 volte)

La notizia non è ancora stata confermata ma l'annuncio ufficiale potrebbe arrivare già questa settimana. Il colosso di Redmont punterebbe su Skype

Microsoft chiuderà la popolare chat Messenger e la integrerà in Skype. E' quanto sostengono alcuni blog tecnologici americani, secondo cui nei prossimi mesi il colosso di Redmond, nello stato di Washington, chiuderà il programma di messaggistica istantanea, che convergerà in Skype, programma di telefonia e messaggistica online che ha acquistato nel 2011. La notizia non è ancora stata confermata ma l'annuncio ufficiale potrebbe arrivare già questa settimana.
Messenger è in funzione dal 1999 e secondo Microsoft avrebbe 330 milioni di utenti attivi ogni mese, mentre quelli di Skype sarebbero 170 milioni.

 
Scritto da Luca ( 14/09/2012 @ 11:05:32, in News, linkato 575 volte)

Al via un progetto in otto istituti per verificare l’impatto della tecnologia sull’apprendimento

Quanto influisce l’utilizzo del tablet sulla didattica? Parte da questo interrogativo il progetto Motus (monitoring tablet utilization in school), promosso dal Cremit (centro di ricerca per l’educazione ai media, all’informazione e alla tecnologia dell’università Cattolica di Milano).
Otto scuole del centro-nord, venti classi, circa 600 studenti, e un centinaio di insegnanti saranno coinvolte nella sperimentazione, che durerà per tutto l’anno scolastico, dalla prossima settimana fino al mese di maggio. Gli allievi degli istituti saranno dotati di iPad, che, però, non andrà a sostituire libri e quaderni, ma avrà la funzione di arricchire gli strumenti didattici già in uso. Il progetto punta, innanzitutto, a favorire la cosiddetta “didattica attiva”, sostenuta dai media digitali. Ma Motus ha anche un altro obiettivo: comprendere come cambiano le pratiche di insegnamento e apprendimento nella classe 2.0.
Per verificare l’andamento della sperimentazione, i ricercatori hanno pensato di effettuare alcuni momenti di verifica nel corso dell’anno, coinvolgendo docenti, studenti e genitori. Sia all’inizio che alla fine del progetto sarà somministrato un questionario a tutti i partecipanti. Durante l’anno, invece, verranno organizzati focus group con studenti e sessioni di osservazione in aula. Dei coach, inoltre, affiancheranno gli insegnanti, per affrontare e risolvere eventuali criticità. Le scuole coinvolte nell’iniziativa (centri salesiani Don Bosco di Treviglio, Chiari e Verona, collegio San Carlo, istituto Pavoniano Artigianelli di Milano, istituto tecnico Carlo Emilio Gadda di Fornovo, liceo scientifico Leonardo da Vinci di Jesi, fondazione Ikaros di Grumello e Calcio, nel bergamasco) avranno anche l’opportunità di scambiarsi impressioni e condividere le proprie esperienze. Non si tratta del primo esperimento “digitale”: già a giugno, è stato dato il “via libera” all’uso dei tablet in alcune scuole di Trento. All’estero, invece, l’apertura alla tavoletta non è stata presa benissimo: i genitori degli alunni di due scuole del Belgio si sono addirittura rivolti al ministro dell’Istruzione per protestare contro la decisione dei dirigenti scolastici di sostituire i libri con il tablet.

 
Scritto da Luca ( 25/08/2012 @ 14:39:17, in News, linkato 623 volte)

Non più solo download: la patria di Spotify vince pure sullo streaming

I paesi del Nord Europa, si sa, sono sempre all’avanguardia. In questo “millennio digitale”, poi, a Stoccolma e dintorni si sono ritrovate le più vivaci avanguardie del melting pot tra tecnologia, cultura e musica.
The Pirate Bay (sito bloccato in Italia), sin dal 2003, permette agli utenti di condividere file, inclusi quelli multimediali, giochi per computer e software, tramite BitTorrent; Spotify, è un servizio musicale on demand che offre lo streaming di una selezione di brani di case discografiche ed etichette indipendenti, tra cui Sony, EMI e Universal. Spesso, addirittura, gli svedesi sono capaci di “flirtare” on line con le istituzioni: l’account Twitter dell’ufficio del turismo locale di Stoccolma, infatti, è affidato a un cittadino diverso ogni settimana. Forse ci si basa su numeri non troppo rappresentativi (la Svezia conta 10 milioni circa di abitanti), ma certo è che questo piccolo laboratorio sperimentale lascia ben sperare per i futuri sviluppi dell’industria digitale, soprattutto quella musicale. I dati confermano il graduale spostamento dell’equilibrio nella fruizione musicale su Internet. Dal download allo streaming, ovvero da iTunes a Spotify.
Le statistiche ufficiali della GrammofonLeverantörernas Förening, cioè l’associazione dei discografici svedesi, dicono che nei primi sei mesi del 2012 i servizi in streaming (Spotify in primo luogo) hanno surclassato, in quanto a ricavi, qualsiasi altra forma di fruizione musicale digitale. L’89% del fatturato per la musica sul Web in Svezia arriva dallo streaming. Ai download, compresi quelli da iTunes, rimane un 11%. Il pubblico svedese si è quindi spostato verso i consumi digitali, e verso soluzioni in cui la carta di credito non viene più utilizzata per acquistare singoli brani (o album), ma per abbonarsi a sistemi che, per una spesa media che non supera, di solito, i 10 euro al mese e con una buona connessione al Web, permettono di ascoltare liberamente cataloghi di diversi milioni di canzoni. Il vento nordico del cambiamento sta soffiando ancora una volta, speriamo che gli effetti si facciano “sentire” presto anche qui.

 
Scritto da Luca ( 08/08/2012 @ 12:04:33, in News, linkato 862 volte)

Anche in vacanza non si rinuncia alla connessione.

Essere collegati ad Internet anche quando si è in spiaggia è ormai un’esigenza. Per questo, è sempre più frequente trovare connessioni wi-fi sia negli stabilimenti balneari che in città, per chi non può andare in ferie. In vista della stagione estiva, la mappa degli hot spot della nostra Penisola si è notevolmente arricchita.
Quali sono le principali spiagge  che offrono questo servizio? Impossibile non partire dalla nostra riviera romagnola, "regina" dell’estate per molti vacanzieri. Nasce a Cervia il "progetto Galileo", che ha reso possibile la creazione della più vasta rete wi-fi in una zona balneare italiana. Otto chilometri di fibra ottica collegano i comuni di Cervia, Milano Marittima, Pinarella e Tagliata, per un investimento di 1,7 milioni di euro. Il Meridione non è da meno: la rete senza fili è una realtà consolidata da tempo alla spiaggia “Dum Dum Republic” di Paestum, in costiera cilentana, e, scendendo giù, anche le spiagge del Salento e di Monopoli, nel barese, e della Sicilia (in primis Mazara del Vallo e Noto) hanno installato punti wi-fi gratuiti.
Chi non ha la fortuna di andare al mare può connettersi anche in città: a parco Sempione, a Milano, grazie al progetto “Happy wi-fi” si può usufruire della connessione gratuita 24 ore su 24. A Firenze è disponibile la connessione gratis per due ore fino ad un massimo di 300MB al giorno in 120 punti della città, tra cui biblioteche, mercati, giardini e parcheggi. Da settembre, invece, sarà attiva a Genova la prima rete Internet di copertura wireless gratuita estesa a tutto il territorio cittadino.

 
Scritto da Katiuscia ( 20/07/2012 @ 21:08:46, in Software, linkato 688 volte)

Il nuovo sistema operativo esordirà in 231 mercati e 109 lingue.

Windows 8, il sistema operativo Microsoft di nuova generazione, sarà operativo dal prossimo 26 ottobre. Lo ha annunciato il direttore della Comunicazione del colosso americano, Brandon LeBlanc, spiegando che il software esordirà in 231 mercati e 109 lingue.
Microsoft ha venduto oltre 630 milioni di licenze di Windows 7 lanciato nell'ottobre 2009. Il nuovo sistema sarà in grado di supportare un maggior numero di dispositivi compresi quelli per gli smartphone e per i tablet.
Microsoft, inoltre, ha reso finalmente pubblici i percorsi di aggiornamento a Windows 8 Pro dalle precedenti versioni del sistema operativo, specificandone innanzitutto il prezzo: 39,99 dollari (circa 31,80 euro al cambio corrente) per l'aggiornamento via Internet, e di 69,99 dollari (circa 55,70 euro) per quello classico via DVD. Sarà possibile effettuare l'upgrade alla nuova release da Windows 7, Windows Vista Service Pack 1 o superiori e Windows XP Service Pack 3.
Non per tutti il processo di aggiornamento verrà effettuato con le stesse modalità: infatti, mentre gli utenti di Windows 7 ritroveranno i documenti, le impostazioni personali e le applicazioni installate, quelli di Vista non avranno la possibilità di salvare queste ultime, mentre quelli di XP su 8 troveranno solo i propri documenti.
L'inizio della vendita delle versioni "aggiornamento" di Windows 8 coinciderà con l'uscita ufficiale di quest'ultimo sul mercato il prossimo autunno, ed il programma di aggiornamento a prezzo ridotto proseguirà fino al 31 gennaio 2013.
La scelta di un così drastico abbassamento del prezzo della versione upgrade di Windows 8 è sicuramente una notizia molto interessante: se pensiamo infatti al fatto che l'equivalente per Windows 7 Home Premium in Europa è venduto tutt'ora a 119,99 euro, cifra di parecchio superiore a quella annunciata da Microsoft per 8 (che tra l'altro, permetterà l'aggiornamento alla più completa versione Pro, e non alla "base", indipendetemente dall'edizione attualmente in uso), si intuisce chiaramente che l'azienda di Redmond ha voluto invogliare in maniera importante l'utenza a passare alla nuova release di Windows, magari anche per paura di subire un flop commerciale viste le numerose critiche giunte da tanti utenti che hanno provato le versioni preliminari di Windows 8.
Aspettiamo inoltre di sentire il prezzo della versione "full" che, visto il costo ridotto dell'aggiornamento, sarà con tutta probabilità molto conveniente rispetto al passato.

 
Scritto da Luca ( 20/07/2012 @ 21:06:07, in Software, linkato 706 volte)

La software house ha deciso di non aggiornare più il client di posta elettronica. D'ora in poi, gli sviluppatori lavoreranno solo per mantenerne in ordine il codice, che resta però a disposizione della community: gli sviluppatori indipendenti, se vorranno potranno apportare modifiche e rilasciare nuove release.

Bye bye Thunderbird. Da Mozilla hanno deciso di mollare sviluppo e ricerca per il client di posta elettronica gratuito. A darne l'annuncio è stato JB Piacentino, managing director della software house, in una lettera aperta alla comunity dei suoi utilizzatori. Nessuna novità, quindi, e nemmeno nessuna nuova funzionalità d'ora in poi, anche se, garantiscono da Mozilla, i 20 milioni di utenti Thunderbird non saranno certo abbandonati al loro destino. "Mozilla - spiega ancora Piacentino - non si focalizzerà più sullo sviluppo di innovazioni per Thunderbird ma continuerà a mantenerlo sicuro e stabile. Lasceremo alcuni sviluppatori al lavoro per mantenere in ordine il codice del software". Solo ordinaria amministrazione, dunque, mentre agli straordinari dovrà pensarci la community nel senso che "Mozilla fornirà tutta l'infrastruttura richiesta per nuove funzionalità realizzate dalla community e da integrare nelle future release di Thunderbird". Se Thunderbird vi piace così tanto, miglioratevelo da soli, per usare termini meno edulcorati.
Quanto ai motivi di questo abbandono, non si può certo dire che sia stato dettato dai numeri del client (che conta 20 milioni di utenti in tutto il mondo), piuttosto viene da pensare che a Mozilla vogliano concentrare la forza lavoro sull'ingresso nel mondo degli OS mobili, entrando in concorrenza con Google ed Apple. L'obiettivo, quindi, è quello di andare a mille in questa direzione per rilasciare già nel 2013 una versione di OS per smartphone e tablet. I primi rumours relativi a Boot to Gecko (è questo al momento il nome in codice della piattaforma) parlano di un sistema basato sull'architettura di Firefox in grado di girare anche sugli smartphone lowcost. I primi dispositivi equipaggiati con Firefox OS saranno prodotti da ZTE ed Alcatel.

 
Scritto da Katiuscia ( 20/07/2012 @ 19:51:58, in Software, linkato 659 volte)

Mozilla è una delle aziende più attive nel campo dell'open source: dopo il rilascio della nuova versione di Firefox Mobile per dispositivi Android, rilancia uno dei suoi progetti più ambizioni, Boot2Gecko, rinominandolo in Firefox OS e sfornando le prime novità a riguardo.

Dal blog ufficiale di Mozilla scopriamo che il progetto altro non è che un nuovo sistema operativo per dispositivi mobili scritto completamente in HTML5, che sarà anche l'ambiente di base per sviluppare le applicazioni compatibili con tale sistema con la promessa di fondere le nuove funzionalità web offerte dal protocollo HTML5 con le esigenze dell'utenza finale, per un'esperienza web "totale" e perfettamente integrata.
La versione tablet offre un'interfaccia curata e gradevole da vedere, mentre la versione smartphone sembra ricalcare lo stile introdotto con i terminali Microsoft Windows Phone, con la presenza di "tiles" nella Homescreen.
I primi smarphone con tale sistema saranno prodotti da TCL Communication Technology (Alcatel) e ZTL, con la partnership di importanti operatori telefonici internazionali del calibro di Deutsche Telekom, Etisalat, Smart, Sprint, della nostra Telecom Italia, Telefónica and Telenor, nomi in grado di attirare in futuro nuovi investimenti e produttori.
Ci sono le premesse (e i soldi) per realizzare un buon sistema operativo mobile, non resta che attendere l'uscita dei primi dispositivi per saggiare con mano le novità introdotte.

 
Scritto da Katiuscia ( 09/07/2012 @ 21:40:57, in Hardware, linkato 689 volte)

POV/TGT GeForce GTX 680 “BEAST/Backplate”, un nome decisamente originale, e che in parte incute un certo timore, per quella che è una delle più veloci schede video in commercio basata su GPU nVIDIA GeForce GTX 680. Se la frequenza di clock di default per soluzioni di questo tipo basate sul reference design è pari a 1.006MHz, in questo caso specifico ci si è spinti sino a 1.162MHz.

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Scritto da Luca ( 06/07/2012 @ 11:27:14, in News, linkato 704 volte)

A rischio i pc infettati con il virus DNSCharger collegati al web grazie ad un server temporaneo e pulito che l'FBI spegne definitivamente.

Lunedì 277.000 computer nel mondo, di cui 26.500 in Italia, sono a rischio blackout Internet. L'allerta riguarda i pc infettati dal virus DNSCharger collegati al web grazie ad un server temporaneo e pulito che l'FBI spegne definitivamente. Il virus in questione infettava i pc in modo da reindirizzare verso siti dannosi e rubare dati. Si può scoprire se il proprio pc è infettato collegandosi al sito DNSChanger Working Group dove ci sono anche strumenti per risolvere il problema. L'Italia è il secondo Paese più colpito.
Il malware DNSCharger era stato lanciato nel 2007 ed era finalizzato al furto di dati, soprattutto bancari. L'FBI a fine 2011 ha sgominato la banda che lo usava (sei estoni e un russo) e ha messo a disposizione  server puliti grazie ad un contratto con l'Internet Systems Consortium che però è già scaduto a marzo ed è stato prorogato, appunto, fino al 9 luglio.

 
Scritto da Luca ( 05/07/2012 @ 20:54:39, in News, linkato 691 volte)

La casa di Redmond guarda con interesse al settore dell'automotive per portare nelle vetture delle soluzioni interattive degne di un film di fantascienza. Per sapere cosa ci aspetta basta dare uno sguardo al Project Detroit.

Microsoft strizza l'occhio al mondo dell'automobile e mette al lavoro un team di ingegneri per progettare e sviluppare delle soluzioni che possano dare un tocco futuristico in più alle vetture di serie, anche se non si tratta di Supercar.
Si chiama Connected Car e come dice il nome stesso, si tratta di un gruppo che punta ad aumentare il grado di interattività tra noi e la nostra autovettura. Attraverso l'uso della tecnologia a comandi vocali o gestuali, il riconoscimento del volto del guidatore e altre soluzioni che ormai non sono più fantascienza. Gli ingegneri di Connected Team non partiranno da zero ma cercheranno (un po' come ha fatto Apple portando Siri nei cruscotti di diversi marchi automobilistici) di lavorare su quello che c'è già in casa Microsoft: il Kinect per i comandi a voce e il riconoscimento del volto e delle gesture, Windows 8 (magari montato su un tablet incastonato nella plancia) a sovrintendere alle operazioni di controllo e navigazione.
Qualcosa di simile è già uscita dai laboratori di Microsoft. Si tratta del Project Detroit, con il quale i tecnici di Redmond hanno sottoposto a una pesante operazione di tuning hi-tech una Ford Mustang Fastback del 1967. Che dopo il lifting monta a bordo una bella serie di chicche tecnologiche. Come un telecomando a distanza che si attiva dallo smartphone, una connessione Wi-Fi 4G con cui la Mustang accede alle mappe di Bing e trasmette al server di Windows Azure i dati telemetrici (velocità, livello del carburante, pressione delle gomme, usura dei freni etc.) pronti a essere analizzati per rilevare problematiche e intervenire di conseguenza.
Completano la dotazione il contachilometri e il computer di bordo rigorosamente touch, dotati di interfaccia Metro (in pieno stile Windows 8) e un tablet con navigatore GPS e aggiornamenti in tempo reale sul traffico. Un Kinect di Microsoft montato nel cruscotto, poi, manovra delle telecamere integrate nei paraurti, che offrono (sullo schermo dello smartphone) una visuale estesa di quello che avviene intorno all'auto. Il tocco di classe infine, arriva quando si spegne il motore: il parabrezza diventa uno schermo su cui guardare i film o giocare all'Xbox 360.

 
Scritto da Luca ( 05/07/2012 @ 20:36:14, in Hardware, linkato 658 volte)

La Duke University e l'agenzia per la difesa USA lavorano al progetto AWARE-2. Si tratta di una macchina fotografica digitale, composta da 98 fotocamere che lavorano in parallelo, con una lente sferica comune e un processore che elabora e assembla le immagini catturate.

Siete sempre alla ricerca di un tocco di risoluzione in più per le vostre foto? Le decine di Megapixel messi a disposizione dalle reflex professionali non vi bastano? Bene, allora la Duke University ha quello che fa per voi. L'ateneo del North Carolina, infatti, ha sviluppato, in collaborazione con la DARPA (l'agenzia per la difesa statunitense) e la University of Arizona, una macchina fotografica digitale che scatta foto più dettagliate di quanto non possa cogliere l'occhio umano.
Si chiama AWARE-2 ed è una sorta di Frankenstein composto da 98 microcamere, ognuna con un sensore di 14 Megapixel, raggruppate intorno a una lente sferica condivisa. Insieme, questo esercito di obiettivi digitali riesce a raggiungere una risoluzione complessiva di quasi 1 Gigapixel, regalando una visione cinque volte migliore di quella possibile a un occhio umano con una vista perfetta e di gran lunga superiore alla risoluzione offerta anche dalla migliore delle reflex professionali, che si aggira intorno ai 40 Megapixel.
Il lavoro congiunto delle 98 microcamere riesce a catturare un campo visivo di 120° di ampiezza e 50° di altezza. Le migliaia di informazioni accumulate dai diversi obiettivi, infine, vengono compattate da un processore in una singola immagine estremamente dettagliata. Il team di ricerca e sviluppo di AWARE-2, comunque, sta lavorando per migliorare ulteriormente le prestazioni di questa supercamera: aggiungendo altri obiettivi e potenziando il processore interno, in futuro si potrebbe arrivare a elaborare immagini alla risoluzione incredibile di 50 Gigapixel.
L'unico limite di AWARE-2, per il momento, sono le dimensioni. Misura 75 centimetri per lato e 50 centimetri in profondità per un peso di 45Kg, ma gli ingegneri statunitensi stanno lavorando anche su questo. Entro i prossimi cinque anni, grazie alla miniaturizzazione dei componenti elettronici (che costituiscono il 97% del dispositivo) si potrà realizzare una ultracamera digitale di peso e dimensioni in linea con la concorrenza commerciale, ma con una risoluzione inarrivabile per chiunque.

 
Scritto da Luca ( 28/06/2012 @ 21:23:55, in Hardware, linkato 700 volte)

Il tablet della grande G ha uno schermo di 7 pollici ed un display HD 1280x800.

google nexus 7

Occhi puntati su Nexus 7, il tablet con cui Mountain View lancia la sfida al Kindle di Amazon. La tavoletta di Google, disponibile da luglio, ha un prezzo low cost: parte da 199 dollari, incluso un credito di 25 dollari, valido per un periodo limitato, per consentire l'acquisto di film, libri e altro su Google Play. Nexus 7 costa quindi quanto un Kindle e meno dell'iPad di Apple.
Il tablet di ultimissima generazione ha uno schermo di 7 pollici ed un display HD 1280x800. Il microprocessore Tegra-3, dotato di CPU quad-core e GPU 12-core rende tutto, giochi inclusi, estremamente veloce.

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Scritto da Luca ( 08/06/2012 @ 20:34:26, in Hardware, linkato 668 volte)

Giugno 2011: Intel, al Computex di Taipei, toglie ufficialmente i veli al primo prototipo di ultrabook. Nell'arco dei successivi nove mesi sono una settantina i modelli che arrivano sul mercato proponendosi come l'evoluzione ultima del pc portatile. Giugno 2012: la casa di Santa Clara lancia ufficialmente i processori Core i di terza generazione Ivi Bridge costruiti con tecnologia di processo a 22 nanometri e transistor 3D. Sono circa 35 gli ulteriori nuovi prodotti sviluppati dalle varie HP, Acer, Samsung, Dell, Lenovo, Toshiba e via dicendo pronti a salire a scaffale. Il "new deal" su cui la casa di Santa Clara ha investito ben 300 milioni di dollari solo in azioni di marketing ha conosciuto una prima svolta importante, in attesa di una seconda ormai prossima, che coinciderà con l'avvento di Windows 8. La visione di Intel sul presente e futuro dell'industria del personal computing è chiara: "Siamo nell'era post pc? Sì, spiega Dario Bucci, numero uno della società per l'Italia e la Svizzera, ma con un pc diverso. Migliore sotto il profilo del design, dell'ergonomia, dell'esperienza utente, della sicurezza, delle capacità di elaborazione, e siamo solo all'inizio".
Gli ultrabook del futuro, infatti, almeno nella vision di Intel diventeranno delle macchine sempre più intelligenti dotandosi di schermi touchscreen e sensori di movimento, moduli GPS e interfacce di tipo naturale per il riconoscimento vocale, facciale e dei gesti e di applicazioni di realtà aumentata, nuova frontiera che fa il paio con il paradigma a venire (soprattutto lato sviluppatori) del computing predittivo.

Per seguire tutte le evoluzioni degli ultimi ultrabook, descrizioni ed offerte, seguici nella sezione Perfect Shop.

 
Scritto da Luca ( 06/06/2012 @ 08:31:14, in News, linkato 815 volte)

Da oggi, 6 giugno, si entra nell'era dell'Internet Protocol ver. 6, che va a sostituire il vecchio protocollo IPv4. E la rete si allarga a dismisura.

This time it is for real”. Questa volta si fa sul serio, recita l’annuncio dell’Internet Society nel giorno del World IPv6 Launch, oggi, 6 giugno 2012. Dopo la sperimentazione dello scorso anno con il World IPv6 Day, adesso è davvero arrivata l’ora X per il passaggio all’Internet Protocol version 6, che va a sostituire il vecchio protocollo IPv4, ovvero quello che ha provveduto all'assegnazione degli indirizzi IP fin dagli Anni ’80.
Per quanti si stessero chiedendo di che cosa si parla, un indirizzo IP è il codice numerico che identifica un dispositivo collegato alla rete ed il protocollo IPv4 ha la capacità di gestire una quantità massima di indirizzi pari a poco più di 4 miliardi. Cifra enorme, certo, ma non più sufficiente allo stato attuale, complice anche l’enorme diffusione dei dispositivi mobili e la grande attenzione e partecipazione alla rete Internet in tutto il mondo. Tanto che già nel 2011 i Regional Internet Registry dell’area Asia-Pacifico avevano annunciato l’esaurimento delle scorte e, comunque, da anni si parlava dell’esigenza di rinnovare il sistema, perché gli indirizzi con il vecchio protocollo si stavano esaurendo.
Ecco quindi entrare in campo il protocollo IPv6, che presenta il vantaggio di garantire un numero di indirizzi pari a 340 seguito da 36 zeri, poiché costituito da 128 bit invece dei 32 del precedente IPv4. Un numero mostruoso, che certamente potrà garantire gli accessi in rete anche dei tanti oggetti (pensiamo ad esempio a lavatrici e automobili intelligenti, e tutto quello che la tecnologia può e potrà offrire) che hanno o avranno la possibilità di connettersi.
Per il normale navigatore non ci saranno per ora cambiamenti traumatici, visto che grazie alla configurazione “dual stack” i due protocolli saranno entrambi supportati in parallelo, anche perché al momento solo lo 0,6% degli utenti Internet naviga con connessioni di questo tipo. Il processo di cambiamento richiederà qualche tempo, e per ora si punta a raggiungere l’1% entro il mese di giugno. Piccoli passi per un cambiamento epocale.

 
Scritto da Katiuscia ( 01/06/2012 @ 20:25:45, in Software, linkato 624 volte)

Accompagnando il lancio del suo nuovo smartphone di punta Galaxy S III, Samsung ha annunciato anche la disponibilità di un nuovo servizio per i propri utenti, il Music Hub. Si tratta di un contenitore di brani musicali online dal quale è possibile acquistare mp3 oppure riprodurre in streaming i contenuti.

Un vero e proprio assalto, quindi, a tutti i maggiori distributori di musica online, che permette di ascoltare la musica direttamente online, di creare un proprio contenitore di brani in cloud e di acquistare gli stessi brani proprio come accade con i servizi concorrenti.
Il Music Hub offrirà al lancio oltre 19 milioni di canzoni a catalogo, provenienti da 7 digital. Gli utenti possono comprare gli album ed ascoltare una preview di 30 secondi di ogni canzone. La musica acquistata sarà poi conservata in cloud e resa disponibile su ogni dispositivo collegato all'account, o sarà in altenativa possibile scaricare i brani per poterli ascoltare anche offline.
Music Hub può essere poi esteso alla versione Premium a fronte di un pagamento di 9.99euro al mese, per ottenere lo streaming illimitato dei brani, ed alcuni altri servizi esclusivi.

Oltre a quanto descritto finora, attraverso Musica Hub sarà anche possibile creare le proprie playlist, vedere i testi e le informazioni degli album e condividere la musica con gli amici, oltre che creare delle stazioni radio personali. Il servizio sarà inizialmente disponibile solo su Samsung Galaxy S III in Germania, Francia, Spagna, Italia e UK ma verrà presto esteso in altri paesi e ad altri terminali in uscita nei prossimi mesi.

 
Scritto da Katiuscia ( 22/05/2012 @ 12:04:35, in Hardware, linkato 678 volte)

Samsung Advanced Institute of Technology, la forza motrice delle attività di ricerca e sviluppo della coreana Samsung Electronics, ha sviluppato una nuova struttura di transistor impiegando il grafene. La ricerca, che è stata dettagliata in una pubblicazione su Science, rappresenta un passo avanti in direzione del superamento dei limiti fisici posti dal silicio, il materiale attualmente utilizzato per la realizzazione dei transistor.
L'industria della tecnologia ha fino ad ora aderito ad un unico approccio per incrementare le prestazioni dei processori in silicio: inseguire la miniaturizzazione dei transistor in maniera tale da ridurre il percorso lungo il quale si spostano gli elettroni. Questo approccio ha potuto funzionare a lungo, ma i ricercatori sono ora convinti che il silicio stia iniziando ad avvicinarsi ai suoi limiti fisici ed è pertanto necessario individuare strade alternative che consentano di progredire nella ricerca delle prestazioni.
L'alternativa principale è quella di impiegare materiali che abbiano una mobilità elettronica superiore a quella del silicio, ed in questo il grafene rappresenta un candidato molto promettente dal momento che la sua mobilità elettronica è circa 200 volte superiore a quella del silicio. Il principale inconveniente del grafene è che, a differenza dei convenzionali materiali semiconduttori, non è possibile impedire completamente il passaggio di corrente: si tratta di un requisito fondamentale per la realizzazione dei transistor dal momento che la rappresentazione logica dei valori binari 1 e 0 è legata agli stati di "acceso" e "spento" del transistor stesso, ovvero al passaggio o meno di corrente. I precedenti tentativi di modificare il grafene per renderlo semiconduttore hanno avuto delle influenze sulla sua mobilità elettronica, riducendola sensibilmente e vanificandone così il suo impiego.
I ricercatori Samsung sono stati in grado di sviluppare un dispositivo che può impedire il flusso di corrente nel grafene evitando, però di degradarne la mobilità elettronica, grazie all'impiego di un'interfaccia tra il grafene e il silicio idrogenato. In questo modo è stato possibile ottenere un rapporto on/off di 10^5 regolando la tensione del gate per controllare la barriera Schottky del grafene-silicio, che permette o impedisce il passaggio di corrente. Il nuovo dispositivo è denominato Barristor, proprio per via del principio di funzionamento basato sulla barriera controllabile.
Il SAIT ha già fabbricato barristor in grafene e altri elementi di circuiteria logica su un wafer da 150 millimetri di diametro. L'istituto ha la proprietà di nove brevetti correlati alla struttura e al metodo di operazione del barristor in grafene.

 
Scritto da Luca ( 19/05/2012 @ 20:46:52, in News, linkato 700 volte)

Un Freedom of Information Act anche in Italia?

In gran parte dei Paesi democratici dell’Occidente, e non solo, esiste un provvedimento che  permette alla comunità di controllare e far funzionare meglio le proprie istituzioni. In Italia, non è ancora possibile.
In un momento così critico e difficile per la nostra penisola, costretta a fronteggiare faticosamente una grave situazione economica e l’aumento della disoccupazione, sarebbe opportuno permettere a tutti gli italiani di poter contribuire, ognuno per le loro competenze e nei loro settori, ad affrontare i problemi che bloccano lo sviluppo della società civile e impediscono la ripresa economica.
In ottanta Paesi, nei cinque continenti (Canada, USA, Regno Unito e Svezia, per citarne alcuni, ma anche Messico, Brasile, Sud Africa, Nigeria, India, Giordania) il diritto di accesso alle informazioni e ai documenti della pubblica amministrazione orienta giorno dopo giorno l’opinione dei cittadini. Non è così in Italia, dove non è possibile, secondo la legge, avere libero accesso ai documenti prodotti dalle Pubbliche Amministrazioni. Per questo motivo la FNSI (Federazione Nazionale della Stampa Italiana) ha presentato durante un incontro che si è tenuto presso la sede di Roma qualche giorno fa, un’iniziativa promossa da associazioni della società civile attive nella rete e nella carta stampata, giornalisti, professori ed esperti della pubblica amministrazione.
Per il momento a supporto del progetto esiste un sito web
www.foia.it, nel quale sono illustrati gli obiettivi e sono evidenziati 10 buoni motivi per volere questa legge: potrebbe essere una garanzia di democrazia e condivisione, perché permetterebbe di avere maggiori strumenti per capire e partecipare alla vita pubblica; ridurrebbe i costi relativi alla corruzione e inoltre incoraggerebbe la P.A. a gestire e conservare meglio gli archivi e la documentazione. Online è possibile consultare documenti utili e scorrere la lista di promotori del Freedom of Information Act. FOIA si è avvicinato anche ai social: ha già una pagina su Facebook e l’hashtag omonimo inizia a risuonare su Twitter.

 
Scritto da Luca ( 24/04/2012 @ 08:46:33, in News, linkato 689 volte)

Dopo l'infezione "Flashback", che ha riguardato oltre 600mila Apple, c'è un altro pericolo in agguato. Si chiama Sabpab, un malware che si diffonde attraverso i documenti Word.

È finito il tempo dell'inviolabilità dei Mac. Anche i computer della Mela si "beccano" i virus, come qualsiasi altro PC. Questa volta non si tratta di pochi isolati casi, ma di contagi "di massa", con i quali i malintenzionati di turno controllano i computer infettati e si impossessano dei dati personali degli utenti.
Prima c'è stato il ciclone "Flashback", un trojan che sfruttava una falla di Java e si insinuava nel sistema, camuffandosi da aggiornamento di Flash. In poco tempo questa minaccia è riuscita a diffondersi su oltre 600mila Apple. La più grande "infezione" per Cupertino nella storia dell'ultimo decennio. Ora invece sembra che gli utenti della Mela debbano preoccuparsi di una sua variante. Si chiama Sabpab, si diffonde attraverso i documenti di Word e, proprio come Flashback, non ha bisogno della password di amministratore per installarsi sul computer. Se per caso il documento infetto viene aperto, il malware contenuto si installa sul computer e apre una connessione con un server remoto, attraverso il quale gli hacker accedono alle informazioni personali o installano altro codice malevolo.
C'è da dire però che il pericolo di infezione riguarda solo gli utenti che ancora non abbiano installato gli ultimi aggiornamenti software Apple, quelli nei quali è inclusa la patch che ripara la vulnerabilità del codice Java e rimuove il malware dai computer che lo abbiano contratto. I tecnici di Sophos, l'azienda specializzata in sicurezza informatica che ha scovato questa nuova minaccia, tranquillizzano solo in parte gli utenti Mac. Non c'è pericolo, proprio perché Apple ha già rilasciato una patch di sicurezza, che Sapbab si diffonda rapidamente quanto il suo collega Flashback, ma non per questo vuol dire che si possa abbassare la guardia.
Secondo Graham Cluley di Sophos «è finito il tempo in cui gli utenti Mac potevano navigare e lavorare rilassati» i computer Apple sono molto più diffusi e le minacce dal web riguardano anche loro. Anche chi ama la Mela, insomma, dovrà cominciare a fare i conti con l'installazione e l'aggiornamento di antivirus.

 
Scritto da Luca ( 24/04/2012 @ 08:45:23, in Hardware, linkato 685 volte)

In attesa della presentazione ufficiale del 3 maggio prossimo, si rincorrono le voci sul nuovo smartphone della casa coreana. Secondo gli ultimi rumor dovrebbe avere uno schermo da 4,7 pollici, processore quadcore da 1,4 GHz e sistema operativo Android 4.0.

Samsung Galaxy S3

Nome in codice GT-I9300 e massimo riserbo sulle sue caratteristiche. L'unica sicurezza riguardo al nuovo smartphone di fascia alta di casa Samsung è che sarà presentato, come annunciato dalla stessa casa coreana, il prossimo 3 maggio in una conferenza organizzata a Londra. In attesa di mettere occhi e mani su questo dispositivo, crescono le supposizioni e i rumor in giro. Via via che si avvicina la fatidica data, le indiscrezioni si fanno sempre più concrete.
Ad esempio, negli scorsi giorni circolava un video su YouTube nel quale il "geek" di turno ostentava in fiera anteprima il nuovo dispositivo, spiegando che si trattava appunto dell'ultimo nato in casa Samsung. Un processore quadcore a 1,4 GHz, lo schermo da 4,6 pollici con una risoluzione pari a 720x1184 pixel, fotocamera da 8 Megapixel sul retro, 1GB di memoria RAM, 16GB di spazio per l’archiviazione e sistema operativo Android di ultima generazione (la 4.0, Ice Cream Sandwich) erano le caratteristiche salienti dell'oggetto mostrato davanti alla telecamera.
Qualche giorno dopo, invece, a svelare altri retroscena sul misterioso smartphone è stata Amazon. Lo store di Jeff Bezos, nella sua versione tedesca, ha inserito a catalogo un nuovo telefonino: il Galaxy S III (che dovrebbe essere il nome definitivo del telefono), con tanto di scheda tecnica e prezzo al consumatore. Confermato il pedigree di fascia alta (con un costo a secco di 599 euro, circa 50 euro in meno rispetto al diretto concorrente iPhone 4S) e spifferati anche altri dettagli in contrasto con il video di cui sopra: la risoluzione della fotocamera non sarebbe di 8 ma di 12 Megapixel, la diagonale del display cresce fine a 4,7 pollici ed utilizza la tecnologia SuperAMOLED. Con un piccolo sovrapprezzo si porta a casa una versione con memoria fissa da 32GB. Il tutto contenuto in un peso da 299 grammi.

 
Scritto da Luca ( 20/04/2012 @ 18:43:35, in Hardware, linkato 935 volte)

Raspberry Pi debutta oggi. Prezzo: 16 sterline.

Non ha un hard disk, né periferiche, ma solo una scheda, simile ai chip utilizzati per i nostri telefoni cellulari, progettata per ospitare il sistema operativo Linux. La vera particolarità di Raspberry Pi, il computer lanciato oggi a Londra, è, però, il prezzo: 16 sterline, circa 20 euro, per la versione da questo momento disponibile sul mercato. Senza dimenticare le dimensioni, pari a quelle di una carta di credito. Sono circa 10mila gli esemplari prodotti e, nel giro di una settimana dall’ordinazione, sarà possibile averne uno. A testare in anteprima il pc è stato un gruppo di studenti di Leeds, nel Regno Unito. Il computer si può anche collegare a Internet tramite una porta USB ed è compatibile con tastiera e mouse generici.
Raspberry Pi è il risultato di un progetto della Raspberry Pi Foundation, organizzazione di beneficienza nata con l’obiettivo di promuovere lo studio dell’informatica, soprattutto a livello scolastico, e facilitarne l’apprendimento. Un’idea nata qualche anno fa: i prototipi iniziali sono stati realizzati nel 2006; il lancio del primo lotto di macchine era previsto per i primi mesi di quest’anno, ma è slittato un paio di volte, prima per un errore di saldatura dei circuiti e, successivamente, per un problema legato ai test elettromagnetici. Adesso, i computer sono finalmente pronti per l’utilizzo. A quanto pare, le scuole del Regno Unito, complice il prezzo popolare, stanno facendo a gara per accaparrarsi i mini pc: una forte richiesta è arrivata soprattutto da quelle private.
Sarà possibile acquistare e utilizzare il computer anche all’estero: per l’Italia il costo è di 27,43 euro. Di sicuro il prezzo stracciato e la facilità d’uso dovrebbero contribuire al successo di Raspberry Pi. Tuttavia, la potenza di un dispositivo così piccolo non può essere paragonata a quella di un computer da scrivania. Fare a meno del tutto dei “vecchi” desktop probabilmente sarà impossibile.

 
Scritto da Luca ( 18/04/2012 @ 20:52:41, in News, linkato 709 volte)

Inaugurato il primo centro nazionale degli ICT Labs dell’European Institute of Technology.

Da oggi l’Italia può vantare un centro d’eccellenza per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Apre i battenti a Trento una nuova sede degli ICT Labs dell’EIT (European Institute of Technology), considerato il “MIT d’Europa”. Quella italiana si aggiunge ai cinque nodi, cioè strutture operative, presenti nel nostro continente: Berlino, Parigi, Helsinki, Stoccolma, Eindhoven.
La presentazione della nuova struttura si svolge in occasione degli ICT Days, evento che vede la partecipazione di circa 70 aziende e imprenditori del settore dell’information and communication technology, organizzato proprio nel capoluogo trentino fino al 20 aprile. Tra i promotori, università di Trento, Fondazione Bruno Kessler, e Trento RISE, tutte attive in ambito scientifico e tecnologico.
Il polo italiano ha sede a Povo, periferia di Trento, e lavorerà secondo lo spirito dell’EIT, organismo dell’Unione Europea nato per sviluppare crescita e competitività in vari ambiti, tra cui, appunto, quello delle tecnologie informatiche.
La scelta del capoluogo trentino non è casuale. La città e tutta la regione stanno puntando sull’innovazione: l’amministrazione ha deciso di investire quasi 76 milioni di euro per cinque anni. A Trento hanno sede anche altri centri all’avanguardia, come il COSBI, gestito da Microsoft  Research e dall’università di Trento, attivo nel campo della biologia, o il CREATE-NET, laboratorio del Centro Ricerche Fiat.
C’è spazio non solo per realtà prestigiose e collaudate, ma anche per le start-up e per le piccole e medie imprese: Trento RISE, ad esempio, organizza tutta una serie di iniziative a sostegno dello sviluppo dell’imprenditoria giovanile, come lo Startup Weekend, due giorni dedicata alla condivisione di idee e progetti, o l’InnovAction Lab, evento rivolto soprattutto a studenti e neo-laureati, finalizzato a formare “innovatori”, ossia figure in grado di comprendere le dinamiche del mercato e i suoi processi di cambiamento.
Un attivismo che trova riscontro anche nei dati: il numero delle aziende presenti nella regione è considerevole, se si pensa che già 50mila sono attive in settori come meccanica, agroalimentare e green tech.

 
Scritto da Luca ( 18/04/2012 @ 20:41:35, in News, linkato 693 volte)

Gruppi per condividere il sapere: gli istituti scolastici potranno realizzare il file-sharing dei contenuti didattici.

Un inaspettato ritorno alle origini? Pare di sì e l’iniziativa piace a scuole e università. Facebook torna al primo amore, dedicando un progetto di condivisione del sapere rivolto solo agli studenti (per il momento americani). Tutti gli utenti che possiedono un indirizzo di posta elettronica di un istituto scolastico possono iscriversi al corrispondente gruppo e condividere con gli altri membri post, immagini e video. In altre parole: viene finalmente realizzato il file-sharing di contenuti didattici tra studenti, uno spazio dove pubblicare file come appunti sulla lezione o compiti.
E in Italia? Facebook offre la possibilità alle nostre scuole di iscriversi ad una mailing list, in modo da ricevere informazioni immediate sull’attivazione del servizio anche nella penisola.
Intanto però gli studenti possono organizzare e gestire gli impegni scolastici e controllare il loro rendimento grazie a SchooLife, una nuova applicazione per il vostro iPhone o iPad da condividere su Facebook. Disponibile anche in italiano, l’app permette di registrare materie e voti, suddivisi tra 1° e 2° quadrimestre, visualizzando anche il grafico relativo all’andamento di tutto l’anno scolastico. Non solo: un calendario consente di annotare i compiti a casa ed una sveglia vi ricorderà qualche giorno prima di prepararvi per un compito in classe in programma, ed usare il calendario per annotare tutti i vostri compiti a casa. Forse è giunto il momento di dire addio, anche al caro vecchio diario.

 
Scritto da Luca ( 18/04/2012 @ 19:52:39, in Software, linkato 692 volte)

Fine corsa in vista per le due versioni del sistema operativo di Redmond. Per la più vecchia il supporto e il rilascio di aggiornamenti e patch di sicurezza sarà terminato nell'aprile del 2014. Per Vista si va avanti fino al 2017, ma solo a pagamento.

È così duro a morire che il colpo di grazia ha dovuto darglielo Microsoft stessa. Dopo dieci anni di servizio, sarà per ragioni affettive, sarà per la paura di cambiare, sarà per l'effetto "Vista" che ha costretto parecchi utenti al downgrade, Windows XP è ancora installato su un parco macchine rilevante del bacino di utenti Microsoft. Lo monta il 32,8% di tutti i PC sparsi nel mondo che però, volente o nolente, tra un paio d'anni dovrà rassegnarsi a compiere il grande passo.
Microsoft ha annunciato che staccherà la spina a XP l'8 aprile 2014. Dopo l'ora «X» non ci sarà più nessun supporto, né gratuito, né a pagamento, nessun aggiornamento e nessuna patch di sicurezza. Sarà così anche per le versioni di Office dal 2003 in giù. Una mossa con cui preparare il terreno al lancio di Windows 8, che si conosceva da tempo e che rispecchia altre decisioni simili (come quella di non supportare una versione di IE9 per XP) adottate per favorire lo svecchiamento del parco OS.
Del resto, lo dicono chiaro e tondo anche da Redmond, soprattutto alle aziende: «Iniziate a progettare l'upgrade a Windows 7, non aspettate Windows 8». Un upgrade obbligatorio, perché il salto alla prossima versione dell'OS Microsoft sarà molto meno problematico effettuandolo da "Seven", con il quale condivide gran parte dell'architettura di base. «La tecnologia evolve, e così accade per le necessità e le aspettative degli utenti. XP e Office 2003 erano ottimi programmi per il loro tempo, ora non lo sono più». Così ha commentato la decisione Stella Chernyak di Microsoft, avendo ben presente il ruolo sempre più importante dei dispositivi portatili (per i quali Windows 8 sarà progettato su misura) nelle dinamiche aziendali, difficilmente compatibili con strumenti di lavoro pensati quando termini come "mobile" e "cloud" erano ancora di là da venire.
Durerà un po' di più ma è destinata al capolinea anche l'esperienza di Windows Vista, per il quale saranno rilasciate patch di sicurezza fino ad aprile 2017 anche se cambiano le "condizioni" del servizio. Aggiornamenti e upgrade di sicurezza, per le versioni aziendali dell'OS, da adesso arriveranno solo a pagamento.

 
Scritto da Katiuscia ( 05/04/2012 @ 20:56:26, in News, linkato 709 volte)

I dati presenti all'interno di uno smartphone sono, molto spesso, decisamente sensibili. Oltre a foto, informazioni GPS, in molti casi è possibile reperire password e indirizzi; una vera e propria miniera di informazioni che portiamo sempre con noi in tasca e che, in mano a persone con pochi scrupoli, potrebbe esporci a diversi pericoli.

iphone e androidEcco allora che, sia le soluzioni Android sia quelle iPhone, permettono di proteggere il proprio terminale con un pin-code da 4 cifre, differente da quello di protezione della SIM. Ma quanto questo codice è sicuro? Poco secondo quanto riportato da Micro Systemation, un'azienda svedese esperta di sicurezza informatica che sviluppa proprio software in grado di andare a superare queste barriere di sicurezza, distribuiti alle forze d'ordine in caso di indagini. Già perchè secondo quanto dimostrato, tale pin a 4 cifre sarebbe violabile in meno di 2 minuti, con un'applicazione apposita.
Questo dispositivo, che prende il nome di XRY, permette di violare in modo molto veloce smartphone Android e iPhone, offrendo così la possibilità di trasferire i dati da telefono a PC. Per dovere di cronaca riportiamo che la notizia è emersa nelle ultime ore grazie ad un video che ne dimostrava il funzionamento, disponibile su youtube; il video è stato poi rimosso dall'utente.

 
Scritto da Katiuscia ( 02/04/2012 @ 11:06:28, in Hardware, linkato 692 volte)

Presso l'Università di Cambrige, alcuni ricercatori stanno cercando di cambiare il concetto di stampante, invertendo la sua funzione naturale cancellando le pagine già stampate.

stampante che cancella la cartamontre pas cherRiutilizzare la carta stampata eliminando l'inchiostro. Basterebbe questo per ridurre le emissioni di anidride carbonica e i consumi energetici connessi al riciclo della carta. E' una prospettiva quantomai reale grazie ad una nuova tecnica che utilizza la luce laser verde per rimuovere l'inchiostro.
Stampare e de-stampare. Così facendo, i dispositivi che si baseranno su tale sistema non solo saranno in grado di imprimere i caratteri su un foglio, ma saranno in grado di farli magicamente sparire, lasciando la carta come nuova. La tecnica è stata sviluppata dai ricercatori nel Regno Unito, ed in particolare da Julian Allwood, a capo del Low Carbon Materials Processing Group presso l'Università di Cambridge, in collaborazione con il ricercatore David Leal-Ayala.
Niente di magico, né di estremamente complesso. Proprio come la stampa di una pagina utilizza il calore per imprimere l'inchiostro, allo stesso modo il processo di de-stampa utilizza il calore per rimuoverlo. Secondo gli esperti, il trucco è quello di farlo senza causare alcun danno termico alle fibre di cellulosa sottostanti ed è ciò a cui stanno puntando: "Quello che stiamo cercando di fare è vaporizzare l'inchiostro molto rapidamente". Sapete cosa significa? In questo modo, rimuovendo l'inchiostro senza danneggiare la carta, potremmo riutilizzare un singolo foglio fino a cinque volte prima di cestinarlo definitivamente. I due esperti già da tempo studiano simili soluzioni. In passato, avevano dimostrato che l'abrasione con carta vetrata avrebbe rimosso l'inchiostro del toner: "Funziona, ma non si può evitare l'assottigliamento della carta, e in questo modo il numero di riutilizzi della carta è limitato", ha spiegato Allwood. Invece, utilizzando la luce laser per l'ablazione della carta si evita questo problema.
Le prospettive legate a tale tecnica sono sicuramente interessanti. Provate ad immaginare cosa significherebbe riutilizzare la carta già stampata per cinque volte. A beneficiarne sarebbe soprattutto l'ambiente per via dell'abbattimento delle emissioni di CO2, che secondo gli esperti è quantificabile tra il 50% in meno e 1/20 rispetto al riciclaggio, legato ad una diminuzione della produzione di carta. Per non parlare delle foreste.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista The Proceedings of Royal Society.

 
Scritto da Katiuscia ( 23/03/2012 @ 11:14:58, in Hardware, linkato 679 volte)

Seagate è una delle pochissime aziende rimaste attive nella produzione e vendita di dischi rigidi tradizionali che, sebbene oscurati a livello di visibilità dai più performanti SSD, rimangono le soluzioni di gran lunga più diffuse all'interno dei PC.

hard diskUn hard disk classico costa molto meno di un SSD, a parità di dimensione, motivo per cui i dischi rigidi rimangono la soluzione più economica per avere a disposizione giga e giga nel proprio sistema. La ricerca inoltre va avanti, incentrata sul raggiungimento di una densità dati per superficie sempre maggiore. Lo scopo è quello di avere unità disco sempre più capienti, facendo seguito sia alla domanda del mercato, sia all'esigenza di differenziarsi dal mondo SSD, proprio dove questi ultimi non possono arrivare se non con costi esorbitanti.
L'ultimo passo di Seagate infrange la barriera di 1TB per pollice quadro, che permetterà di avere, nell'arco di qualche anno, unità da 3,5 pollici in grado di ospitare fino a 60TB. Il nuovo traguardo è stato possibile abbandonando la Perpendicular Magnetic Recording (PMR), a vantaggio della più moderna  Heat Assisted Magnetic Recording (HAMR). La PMR, introdotta nel 2006, ha avuto una vita tutto sommato breve, ostacolata da alcuni limiti costruttivi che non permettevano di spingersi oltre, mantenendo margini di sicurezza per i dati.

 
Scritto da Luca ( 21/03/2012 @ 22:00:43, in Software, linkato 656 volte)

Il browser di Mozilla rilascia il suo ultimo aggiornamento in versione definitiva: migliora la sicurezza, ma soprattutto si punta a "rubare" utenti a Chrome. Novità anche per Safari, mentre procede spedito lo sviluppo di Internet Explorer 10, il nuovo browser di Microsoft che sarà integrato in Windows 8.

Firefox 11

Un altro step per Firefox: il browser di casa Mozilla arriva alla sua undicesima versione, rilasciata da qualche giorno in versione definitiva per Windows, Mac e Linux e punta senza mezzi termini a rubare utenti a Google.
Tra le nuove funzioni, infatti, una delle più "pubblicizzate" da Mozilla è quella che consente di importare segnalibri, cronologia e cookie dal suo rivale Chrome. Come a dire, se pensavate di cambiare browser, eccovi accontentati con una soluzione semplice al costo di un click. Sempre in tema di comodità di navigazione arriva anche "Sync", con cui sincronizzare i propri add-on (i componenti aggiuntivi di Firefox, delle mini app che girano all'interno del browser) tra computer diversi e ritrovarli da dovunque ci si connetta una volta effettuato il login.
Novità anche per gli sviluppatori con la presenza di "Page Inspector 3D View", uno strumento che permette di visualizzare la struttura di una pagina web in modo più intuitivo grazie ad un mix visivo tra codice di scrittura e output finale. Non da ultimo, Firefox 11 risolve molti bug delle versioni precedenti e per il futuro, Mozilla (ma anche Google per Chrome) ha annunciato una versione compatibile con l’interfaccia a "piastrelle" di Windows 8, pensata soprattutto per i dispositivi touch.
Sarà integrata in Windows 8 ed elaborata in funzione dell'interfaccia Metro anche la prossima versione (la 10) di Internet Explorer, arrivata alla "Platform Preview" numero 3. IE 10 sarà una versione del browser pensata per i comandi touch, con la possibilità di navigare scorrendo le finestre a colpi di dita e scrivere con la tastiera virtuale sul display. Maggiore attenzione anche al reparto sicurezza, con un sistema di navigazione in modalità "protetta" che non è semplicemente un miglioramento del codice del browser, ma una blindatura portata al livello del sistema operativo.
Nemmeno Safari resta a guardare, con il browser della Mela che, arrivato alla versione 5.1.4, oltre a mettere una toppa a 83 problemi di sicurezza, legati principalmente al motore di rendering, ha migliorato prestazioni, stabilità e compatibilità, in funzione dell'utilizzo su Lion OsX.

 
Scritto da Luca ( 06/03/2012 @ 23:16:01, in Software, linkato 777 volte)

Grande successo di pubblico per il rilascio della Consumer Preview di Windows 8, che anticipa l'uscita (prevista per l'autunno) della versione definitiva del nuovo OS di Microsoft, definito come un "salto generazionale".

windows 8

L’interesse e l’attesa da parte del pubblico sono stati dimostrati dal numero dei download, che nelle prime 24 ore dal rilascio della Consumer Preview di Windows 8, aveva già toccato quota 1 milione (provenienti da oltre 70 paesi del mondo). Un vero e proprio record per Microsoft. Se certamente è ancora troppo presto per esprimere un giudizio definitivo sul nuovo prodotto dell’azienda di Redmond, visto che bisognerà aspettare e testare sui dispositivi mobili il nuovo sistema operativo, si può senza dubbio affermare che il salto di qualità è tangibile, tra la valorizzazione della lunga storia che il marchio ha nel settore e l’innovazione rappresentata dalla trasversalità del nuovo OS, che parifica postazioni fisse e mobili per una nuova esperienza d’uso.
La differenza rispetto ai suoi predecessori salta infatti subito all’occhio, rappresentata graficamente dalle nuove piastrelle dell’interfaccia grafica Metro, che dà il meglio con l’esperienza touch ma non dimentica l’interazione con il mouse e la tastiera, e dall’assenza del pulsante Start, che viene sostituito dai menu che appaiono quando il puntatore si avvicina agli angoli dello schermo, gli “Hot Corners”. Microsoft lascia comunque all’utente la possibilità di scegliere l’opzione del “vecchio” desktop modello Windows 7, per chi preferisse un approccio più soft alla nuova concezione di sistema operativo.
OS che però si fa forte dell’appoggio sulla nuvola dei servizi di archiviazione e condivisione cloud con Skydrive, del nuovo Windows Store, il negozio virtuale nel quale si scaricheranno le applicazioni (nella versione attuale le app sono gratuite, in seguito saranno anche a pagamento), della nuova versione, la numero 10, di Internet Explorer, che gli utenti possono già testare in versione non definitiva.
“È bello, moderno, veloce e fluido”, dice Steven Sinofsky, presidente della Microsoft's Windows Division, definendolo un “salto generazionale” per l’azienda. Proprio dalla convergenza e interusabilità tra PC e mobile potrebbe nascere e concretizzarsi, in caso di successo, una nuova generazione di macchine ibride, in parte tablet e in parte laptop, nonché la “rivincita” dell’azienda di Redmond sulle concorrenti Apple e Google, che si troverebbero un passo indietro. Ma questo scenario potrà essere svelato soltanto dopo il rilascio della versione definitiva, attesa tra per l’autunno, o comunque entro la fine di quest’anno.

 
Scritto da Luca ( 06/03/2012 @ 23:15:38, in News, linkato 731 volte)

Le acque attorno alla "posta elettronica cerificata" (PEC) italiana sembrano ancora molto agitate: il puzzle è infatti ancora per lungi dall'essere completato.

Le nubi si erano fatte meno dense nei giorni scorsi quando il Ministero, dapprima col Decreto Semplificazioni (DL 5/2012) e poi con una circolare chiarificatrice, ha stabilito un'ulteriore proroga per l'adozione di un indirizzo PEC da parte delle imprese. Tutte le aziende costituite in forma societaria avranno quindi tempo sino al prossimo 30 giugno per mettersi in regola; la precedente data limite era fissata per il 29 novembre 2011 ma una serie di problemi incontrati dai gestori PEC, che hanno lamentato gravi difficoltà nel far fronte all'imponente numero di richieste di attivazione giunte a ridosso della scadenza, aveva indotto il Ministero dello Sviluppo Economico a non irrogare alcuna sanzione ai ritardatari.
L'altra novità che ha voluto più volte sottolineare Massimo Penco, Presidente dell'associazione "Cittadini di Internet", è che d'ora in poi è ammessa la comunicazione dell'indirizzo PEC del commercialista di riferimento. In questo modo, la società non dovrà necessariamente attivare in proprio un indirizzo PEC ma potrà inoltrare alla camera di commercio di zona l'indirizzo PEC del consulente di riferimento, esattamente come accade per l'elezione del domicilio fiscale presso lo studio di un commercialista.
Permangono però, ad oggi, numerosi punti oscuri. Nella normativa che ha dato il "via libera" alla PEC si fa riferimento anche ad un aspetto importante che consiste nel "garantire l'interoperabilità del sistema di posta elettronica certificata con analoghi sistemi internazionali". La PEC nostrana, considerata un caso unico a livello mondiale, non è ancora compatibile con gli standard riconosciuti da tutti i Paesi. E' il caso di S/MIME che, secondo Penco, sarebbe la ricetta per colmare le lacune della PEC italiana: "il funzionamento della PEC è quello di una raccomandata: viene infatti timbrata tramite firma digitale una busta denominata "busta di trasporto" ma non il documento contenuto nella stessa. L'operazione è, né più né meno, la stessa che effettua l'ufficio postale con la busta di una raccomandata. Nessuno, continua l'esperto, non potendo “aprire” la busta nel suo percorso elettronico, pena l’invalidazione della stessa busta e del suo contenuto, può conoscerne il contenuto. Mi pare quindi evidente che si tratta di un gioco a scatola chiusa dove da una parte si potrà sostenere di aver inviato una cosa e dall’altra di averne ricevuta un'altra. Il problema della certificazione del contenuto, aggiunge Penco, è invece brillantemente, e da molti anni, superato con l'uso del protocollo S/MIME.
Il punto più dolente è che la PEC "made in Italy" resta incompatibile con altri sistemi di comunicazioni internazionali simili nonostante ormai siano passati oltre due anni ed il Ministero avesse fissato in sei mesi il termine ultimo per adeguare il meccanismo italiano agli standard usati fuori dai nostri confini.
Penco sposta l'accento anche sul tema della sicurezza parlando dei possibili rischi che sarebbero insiti nella gestione di un vastissimo numero di caselle di posta PEC presso un ristretto numero di fornitori. Secondo l'ingegnere italiano, i criminali informatici potrebbero trovarsi di fronte "una fonte di reperimento e-mail unica al mondo, in quanto certificata e quindi corrispondente ad un titolare che è sicuramente un ente o una persona ben determinata". Parla infine dei possibili rischi di profilazione degli individui, e dell'ipotesi che i furti d'identità, proprio grazie alle informazioni reperite illecitamente, possano diventare più semplici da porre in essere e molto più efficaci.

 
Scritto da Luca ( 01/03/2012 @ 21:32:44, in News, linkato 690 volte)

Al via la campagna per aiutare genitori e ragazzi alla navigazione in sicurezza realizzata da Ecpat Italia Onlus e FASTWEB.

Internet, fonte indispensabile di risorse e informazioni ma anche luogo dove si possono nascondere insidie per i minori, che spesso hanno una bassa percezione del rischio e poca selettività nella scelte delle amicizie online, in particolare quando usano i social network. Per aiutare genitori e ragazzi a navigare in sicurezza prende il via la campagna Navigare in rete senza pericoli realizzata da Ecpat Italia Onlus e FASTWEB. Da oggi, 1° marzo, tutti i clienti FASTWEB riceveranno consigli utili e informazioni allegati alla fattura per una navigazione consapevole (il vademecum è consultabile anche sul sito della Onlus).

 
Scritto da Luca ( 28/02/2012 @ 10:38:30, in Software, linkato 724 volte)

Canonical è a lavoro su una "distro" del suo OS che tramuta i dispositivi mobili con il sistema operativo di Google in un PC ibrido. Per ora è un'applicazione che gira come "sotto sistema" ma, entro due anni dovrebbe arrivare la prima versione mobile e stand alone di Ubuntu.

Ubuntu per Android

<replique montre font color="#000000" size="2">Ubuntu su Android: non è una suggestione da nerd ma una precisa richiesta degli utilizzatori del sistema operativo free di Canonical, che vorrebbero far girare se non proprio la distro di Linux, quantomeno un suo "emulatore" su smartphone e tablet con l'OS di Google. Così Mark Shuttleworth, il fondatore di Canonical, ha pensato di accontentare le richieste dei suoi utenti.
La versione di Ubuntu che girava già dall'anno scorso sui dispositivi con l'OS di Google adesso arriverà con il marchio ufficiale di Canonical. Anche in questo caso si tratta di un'app che non rimpiazza Android, ma che gira al suo interno come sotto sistema operativo. Una volta lanciata l'applicazione, lo smartphone o il tablet diventano quasi un PC, soprattutto se collegati ad uno schermo vero e proprio attraverso l'uscita video.
Il risultato è una sorta di ibrido, una versione di Ubuntu con browser e client e-mail che però mantiene attivo il sistema di notifiche del telefonino, la sua rubrica e le app eventualmente installate che possono essere utilizzate anche in modalità "PC". Logico che per far girare senza scatti e rallentamenti un'applicazione del genere serva un telefonino di fascia alta, con caratteristiche hardware ben precise: processore dual-core, 512MB di RAM, 2GB di memoria libera, accelerazione grafica, micro USB e uscita video. Il sistema ibrido di Canonical, a quanto pare, non arriverà sul Market come applicazione stand alone, ma dovrebbe essere preinstallato sugli smartphone Android dai produttori hardware che vorranno offrire una feature in più ai loro utenti.
Il passo successivo, sarà invece una vera e propria versione mobile di Ubuntu, in arrivo tra un paio d'anni, da far girare su tablet e smartphone, ma anche su smart tv e sistemi di car entertainment.

 
Scritto da Luca ( 20/02/2012 @ 20:51:29, in Software, linkato 683 volte)

La Consumer Preview sarà presentata il prossimo 29 febbraio al Mobile World Congress di Barcellona. Confermata entro il 2012 anche la pubblicazione della versione "on ARM".

windows 8

L’appuntamento è stato fissato. Il prossimo 29 febbraio, alle ore 15 presso il Mobile World Congress di Barcellona, Microsoft svelerà la Consumer Preview di Windows 8, il nuovo sistema operativo dell’azienda di Redmond che punta tutto sulla compatibilità con la sua versione mobile. Una tendenza che si muove in accordo con i dati che vogliono già in atto lo spostamento delle preferenze dell’utenza dai dispositivi fissi (PC Desktop) a quelli portatili, dagli smartphone ai tablet, e che probabilmente è destinata a consolidarsi ancora in futuro.
Non c’è dubbio infatti che questa sia la novità più attesa, al di là di quello che possa essere l’interesse della lista dei giochi che saranno presenti sul Windows Store o la curiosità (ancora tutta da confermare) della scomparsa o meno dello storico pulsante Start. Una novità, anticipata da Steven Sinofski, vice presidente della divisione Windows, sul blog Building Windows 8, e chiamata “Windows on ARM”, o WOA, a conferma del fatto che con il nuovo sistema operativo Microsoft gioca la carta dell’architettura ARM, per rilanciare sui tablet l’esperienza di Windows 8, in una versione analoga a quella per architettura x86/64.
Versione che “offrirà agli utenti nuove esperienze senza compromessi” e che “ha un elevato grado di elementi in comune e gran parte del codice condiviso con Windows 8… Ci si identifica nello stesso modo, si lanciano le applicazioni nello stesso modo, si usa il Windows Store nello stesso modo, avrà la stessa veloce e fluida esperienza”, come conclude lo stesso Sinofski.
Ovvia quindi la competizione con i sistemi operativi leader del settore mobile, da un lato Android e dall’altro iOS. Resta la sensazione che questo 2012 sia l’anno in cui Microsoft si giochi molte delle sue carte per il futuro, perché se è vero che Windows 7 ha superato i 500 milioni di copie vendute, è altrettanto vero che in 4 degli ultimi 5 trimestri ha deluso le stime degli analisti. Prima tappa allora al Mobile World Congress di Barcellona.

 
Scritto da Luca ( 19/02/2012 @ 16:16:21, in News, linkato 1599 volte)

Lo afferma una circolare del Ministero dell’Istruzione: al bando i libri tradizionali. Il prossimo anno scolastico si potranno adottare solo quelli scaricabili dalla Rete.

Quella che può definirsi la "svolta hi-tech" dell’editoria scolastica è stata resa nota dal Ministero dell’Istruzione con la Circolare n. 18 del 9 febbraio 2012 (scaricabile quì). I tempi cambiano e neanche gli antichi proverbi hanno più valore. Così il noto "Verba volant scripta manent" non troverà più molto seguito, visto che la famosa carta su cui scrivere non sarà più utilizzata neanche nelle scuole. Almeno in parte. Secondo una circolare del Ministero dell’Istruzione, dal prossimo anno scolastico (2012-2013) non potranno più essere adottati libri cartacei. Cioè i tradizionali, ingombranti, pesantissimi volumi che riempiono zaini e cartelle degli studenti.
I nuovi testi dovranno avere formato integralmente digitale o almeno presentare una forma mista (sia cartacea che scaricabile da Internet). Ma siamo pronti a questa rivoluzione? Cosa significa questo in termini economici per le famiglie?
Se è vero che alcune case editrici già da qualche anno distribuiscono sul mercato testi con in allegato CD-ROM, sono molte quelle che non hanno provveduto a pubblicare libri scaricabili in Rete. Proprio questo fatto determinerà una nuova spesa per molte famiglie, che si vedranno costrette ad acquistare nuovi volumi di tipo tecnologico, nonostante quelli cartacei già comprati siano teoricamente validi per la preparazione della nuova annualità.
In altre parole: addio alle vecchie sottolineature, alle orecchie sulle pagine, ai mercatini dell’usato che tanti soldi facevano risparmiare sul prezzo di copertina. Addio agli zaini troppo pesanti e alle dediche sull’ultima pagina. Addio a tanti ricordi.

 

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