Il “Mit italiano” apre le porte
Scritto da Luca ( 18/04/2012 @ 20:52:41, in News, linkato 709 volte)

Inaugurato il primo centro nazionale degli ICT Labs dell’European Institute of Technology.

Da oggi l’Italia può vantare un centro d’eccellenza per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Apre i battenti a Trento una nuova sede degli ICT Labs dell’EIT (European Institute of Technology), considerato il “MIT d’Europa”. Quella italiana si aggiunge ai cinque nodi, cioè strutture operative, presenti nel nostro continente: Berlino, Parigi, Helsinki, Stoccolma, Eindhoven.
La presentazione della nuova struttura si svolge in occasione degli ICT Days, evento che vede la partecipazione di circa 70 aziende e imprenditori del settore dell’information and communication technology, organizzato proprio nel capoluogo trentino fino al 20 aprile. Tra i promotori, università di Trento, Fondazione Bruno Kessler, e Trento RISE, tutte attive in ambito scientifico e tecnologico.
Il polo italiano ha sede a Povo, periferia di Trento, e lavorerà secondo lo spirito dell’EIT, organismo dell’Unione Europea nato per sviluppare crescita e competitività in vari ambiti, tra cui, appunto, quello delle tecnologie informatiche.
La scelta del capoluogo trentino non è casuale. La città e tutta la regione stanno puntando sull’innovazione: l’amministrazione ha deciso di investire quasi 76 milioni di euro per cinque anni. A Trento hanno sede anche altri centri all’avanguardia, come il COSBI, gestito da Microsoft  Research e dall’università di Trento, attivo nel campo della biologia, o il CREATE-NET, laboratorio del Centro Ricerche Fiat.
C’è spazio non solo per realtà prestigiose e collaudate, ma anche per le start-up e per le piccole e medie imprese: Trento RISE, ad esempio, organizza tutta una serie di iniziative a sostegno dello sviluppo dell’imprenditoria giovanile, come lo Startup Weekend, due giorni dedicata alla condivisione di idee e progetti, o l’InnovAction Lab, evento rivolto soprattutto a studenti e neo-laureati, finalizzato a formare “innovatori”, ossia figure in grado di comprendere le dinamiche del mercato e i suoi processi di cambiamento.
Un attivismo che trova riscontro anche nei dati: il numero delle aziende presenti nella regione è considerevole, se si pensa che già 50mila sono attive in settori come meccanica, agroalimentare e green tech.