Arriva FOIA.it, il sito per la trasparenza dell'informazione nella P.A.
Scritto da Luca ( 19/05/2012 @ 20:46:52, in News, linkato 700 volte)

Un Freedom of Information Act anche in Italia?

In gran parte dei Paesi democratici dell’Occidente, e non solo, esiste un provvedimento che  permette alla comunità di controllare e far funzionare meglio le proprie istituzioni. In Italia, non è ancora possibile.
In un momento così critico e difficile per la nostra penisola, costretta a fronteggiare faticosamente una grave situazione economica e l’aumento della disoccupazione, sarebbe opportuno permettere a tutti gli italiani di poter contribuire, ognuno per le loro competenze e nei loro settori, ad affrontare i problemi che bloccano lo sviluppo della società civile e impediscono la ripresa economica.
In ottanta Paesi, nei cinque continenti (Canada, USA, Regno Unito e Svezia, per citarne alcuni, ma anche Messico, Brasile, Sud Africa, Nigeria, India, Giordania) il diritto di accesso alle informazioni e ai documenti della pubblica amministrazione orienta giorno dopo giorno l’opinione dei cittadini. Non è così in Italia, dove non è possibile, secondo la legge, avere libero accesso ai documenti prodotti dalle Pubbliche Amministrazioni. Per questo motivo la FNSI (Federazione Nazionale della Stampa Italiana) ha presentato durante un incontro che si è tenuto presso la sede di Roma qualche giorno fa, un’iniziativa promossa da associazioni della società civile attive nella rete e nella carta stampata, giornalisti, professori ed esperti della pubblica amministrazione.
Per il momento a supporto del progetto esiste un sito web
www.foia.it, nel quale sono illustrati gli obiettivi e sono evidenziati 10 buoni motivi per volere questa legge: potrebbe essere una garanzia di democrazia e condivisione, perché permetterebbe di avere maggiori strumenti per capire e partecipare alla vita pubblica; ridurrebbe i costi relativi alla corruzione e inoltre incoraggerebbe la P.A. a gestire e conservare meglio gli archivi e la documentazione. Online è possibile consultare documenti utili e scorrere la lista di promotori del Freedom of Information Act. FOIA si è avvicinato anche ai social: ha già una pagina su Facebook e l’hashtag omonimo inizia a risuonare su Twitter.